Progetto per il sostegno della genitorialità dei detenuti.

Responsabile: Marina Boniello

Il progetto Di padre in figlio e di figlio in padre è stato svolto nella Casa Circondariale di Poggioreale e nel Carcere di S.Angelo dei Lombardi. Gli Enti promotori sono stati: Orizzonti AdV – C.A.M. Telefono Azzurro – Carcere VI.VO.

Durata del progetto: 10 incontri della durata di n.2 ore presso la struttura di Poggioreale e n.5 incontri presso la struttura di S. Angelo.

La premessa teorica del lavoro partiva dalla constatazione che la condizione di detenzione carceraria si configura come un momento di grande difficoltà per un adeguato sviluppo delle relazioni familiari, coinvolgendo l’intero nucleo domestico cui i reclusi appartengono.

I bambini, figli di adulti detenuti, hanno il diritto a mantenere, per quanto possibile, relazioni significative con i loro genitori.
La relazione con i figli può essere una speranza per il futuro e la motivazione per uno sforzo di assunzione di responsabilità e quindi di riscatto per i genitori detenuti.

Obiettivo generale del progetto è stato quello di creare un cammino di avvicinamento dei genitori detenuti verso i propri figli e di cura del legame di attaccamento al genitore detenuto da parte dei bambini.

Obiettivi specifici:
– Costruire una figura genitoriale che strutturasse un modello di continuità e di valore
– Favorire nel detenuto, la conoscenza del proprio figlio alla luce degli accaduti familiari
– Aiutare il familiare non detenuto ad acquisire strumenti per gestire la separazione forzata e le situazioni di disagio presenti.

Le attività si sono concretizzate attraverso i laboratori di riflessione in cui è stato costruito un gruppo di parola per stimolare la riflessione riallacciando il rapporto con se stessi e le proprie emozioni (particolare attenzione è stata prestata ai detenuti che avevano deciso di comunicare la verità della propria condizione ai figli, aiutandoli e sostenendoli nella scelta effettuata.) .

Sono inoltre stati offerti stimoli di lettura e commento di testi specifici sul tema della genitorialità, che potessero facilitare l’ascolto e la rielaborazione delle narrazioni personali dei detenuti al fine di ridefinire e migliorare il loro modello genitoriale.

Al termine del percorso è stata data particolare attenzione ad una riflessione condivisa sulle ricadute della condizione detentiva sulla relazione con i familiari.