MANIFESTO DEL COUNSELING FILOSOFICO

Di seguito pubblichiamo il Manifesto del Counseling Filosofico della Sicof.

 

La SICoF, Società Italiana di Counseling filosofico,  di fronte alle molteplici interpretazioni del counseling e agli equivoci insorti sulla valenza della professionalità del counselor,  ribadisce la funzione e il  valore della filosofia nella relazione d’aiuto ed evidenzia

  • La specificità dell’intervento filosofico in una relazione d’aiuto, finalizzato non ad un “generico miglioramento della qualità della vita del cliente”,  e tanto meno alla cura del “disagio psichico” , bensì al potenziamento delle risorse logiche e argomentative di ogni persona di fronte ai problemi esistenziali che, sempre più oggi, si manifestano come interruzioni violente del ritmo della quotidianità, come “urti dell’esperienza” di fronte ai quali spesso i singoli individui rimangono inermi, per l’inefficacia o l’obsolescenza delle loro categorie ermeneutiche.
  • Il valore della filosofia che, per sua storia e per suo statuto epistemico, può agire “praticamente” in una relazione dialogica come “dono di pensieri”, come apertura del linguaggio e dell’ordine del senso per riordinare, rileggere e reinterpretare il proprio vissuto, oltre gli stilemi dell’ovvietà del linguaggio quotidiano. È, infatti, istanza prioritaria del counseling filosofico aiutare ogni persona che lo desideri a chiarificare e ad esprimere la  propria visione del mondo e la filigrana di idee (con il loro implicito valore di universalità) presenti nelle situazioni della vita di ogni giorno, negli atteggiamenti, nelle emozioni e nei giudizi.
  • Il contributo alla ricerca di un pensiero dell’esperienza: una filosofia pratica, quale quella attuata nella relazione di counseling filosofico, si coniuga con la teoresi attuale dell’accademia, contribuendo alla ricerca teoretica come un pensiero che interroga l’esperienza singolare e i vissuti di ogni giorno per arrivare ad un ascolto concreto del nostro tempo.
  • La valenza di una metodologia filosofica, basata su una visione fenomenologico/esistenziale,  strutturata sul dialogo socratico – pratica maieutica e insieme strategia dialettica finalizzata alla chiarificazione delle proprie opinioni e visioni del mondo – e sul rigore dell’argomentazione, secondo i canoni logici del disvelamento delle fallacie che inficiano normalmente i ragionamenti di tutti.
  • L’importanza di far emergere, nella complessità attuale, accanto alla valenza di un ethos terapeutico (quale quello psicologico) un ethos filosofico. L’espressione ethos filosofico sottende l’intento di attivare in ogni persona la potenzialità, in nuce in ognuno,  di saper affrontare problemi e istanze dell’esistenza con una diversa competenza di sé, del proprio modo di pensare se stessi, gli altri e il mondo. Riteniamo che un ethos filosofico si riveli adeguato alle necessità dell’oggi: il pluralismo attuale ha fatto sì che molte persone, specialmente di cultura medio alta, non subissero un sistema filosofico imposto,  ma volessero essere coscienti dei fondamenti della loro vita. Solo pochi però sono in grado di condurre da soli una operazione di questa portata. Molti si smarriscono in un relativismo totale, senza più punti di riferimento di senso e di valori, e una conseguente caduta della qualità della loro vita.  Una solida base filosofica personale è più importante nella cultura di oggi che in quella di ieri e questa competenza può essere trasmessa solo con il counseling filosofico
  • L’ambito di inerenza del counseling filosofico che non riguarda l’ambito della salute, come nei casi di “disagio psichico”, ma il benessere degli individui: l’intervento, perciò, non è sanitario, ma sociale. Riteniamo, infatti, che il benessere delle persone, nella complessità attuale, non si risolva soltanto con un intervento sulla specificità della loro storia psichica, o sulle  reiterate abitudini comportamentali, ma anche con un metodo dialogico che apra la riflessione di quel singolo, nella sua particolarità esistenziale,  sulle sue capacità di comprendere che cosa sta vivendo.
  • L’ottica interdisciplinare: la filosofia del counseling filosofico dialoga con le altre discipline al fine di garantire una visione complessa della persona e delle questioni che è chiamata ad affrontare. Il dialogo è particolarmente serrato con le discipline Psy (dalla psicologia clinica alla psichiatria) ma non utilizza metodi, strumenti o tecniche psicologiche. Il counseling filosofico, quindi, è efficace se non è una forma di psicologia/psicoterapia bensì una pratica filosofica applicata ai problemi dell’esistenza.
  • La formazione dei Counselor Filosofici iscritti al Registro Nazionale della SICoF è di durata triennale, come qualsiasi percorso similare, ma è esclusivamente rivolta ai laureati in filosofia o in discipline affini (oltre che a laureati in medicina e in scienze infermieristiche). Gli insegnamenti prevedono largo spazio per le discipline filosofiche e gli obiettivi formativi (ivi compreso il training personale e il tirocinio da effettuarsi presso strutture convenzionate) mirano all’apprendimento delle applicazioni pratiche della filosofia in vari ambiti esistenziali e in molteplici contesti sociali e professionali.

Consiglio Direttivo
Società Italiana di Counseling Filosofico